La versione Gatsby di Buz: ‘new intimacy’ in 3D

 

The ‘special effect’ in this movie is seeing fine actors in the prime of their acting careers tearing each other apart….using 3-D not to create thrilling vistas or coming-at-you threats, but rather to find a new intimacy in film“. B.L.

 

Si ricomincia. Lasciamoci alle spalle la rivoluzione dello sguardo di Avatar. Ora la nuova profezia della tridimensionalità cinematografica andrebbe cercata nell’aura filmica degli attori. In una nuova ritrovata intimità.  A rilanciare  il dibattito sul peso, il ruolo e l’identità  del 3D nel cinema ‘mainstream’ (aspettando anche Hugo di Martin Scorsese e dopo il Tintin di Spielberg) è il regista Buz Luhrmann (sono sue le parole nell’incipit) in un’intervista al New York Times. L’autore di Moulin RougeAustralia tornerà a fine 2012 sul grande schermo con l’adattamento in tre dimensioni del  romanzo “Il grande Gatsby’ di F.S. Fitzgerald. Nel cast: Leonardo Di Caprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Joel Edgerton. Ma questo già si sapeva. Quello però che mancava erano le risposte ad alcune domande. Il racconto di Luhrmann al Nyt, oltre a connotare l’origine della scelta del soggetto, accenna a quali riferimenti cinematografici e stilistici hanno dettato il lavoro sull’immaginario del romanzo e il periodo storico. Ai suggerimenti di Cameron e alla sfida alla modernità dell’affresco di Fitzgerald.

 

 

 

 

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